07/07/2026 — Oltre il marchio: il valore del saper fare artigiano nella progettazione.

Progettare una casa al mare non significa solo disporre mobili in uno spazio. Per questo appartamento degli anni '70 a Cervia, l'obiettivo era più profondo: creare un rifugio dove staccare dalla routine cittadina e riconnettersi con la natura, la salsedine e il ritmo del vento. Per riuscirci, abbiamo scelto di non percorrere la strada delle soluzioni "di serie" e insieme ai committenti, abbiamo avuto il privilegio di collaborare con un maestro falegname delle colline di Sadurano.

Dialogo costante: numerosi incontri in laboratorio per disegnare e definire ogni incastro, ogni venatura.
Materiali naturali: legno ed elementi che respirano, pensati per durare e invecchiare con grazia.
Unicità: arredi cuciti addosso allo spazio e alle persone, come la cucina e le armadiature integrate, per cercare una qualità senza tempo.

Un ringraziamento speciale all'artigiano che ha messo la sua esperienza al servizio di questa visione e ai committenti per aver creduto nel valore dell'unicità.

     


Tag: Architettura, Interior Design, Artigianato Italiano, Custom Furniture, Cervia, Ristrutturazione, Sostenibilità, Slow Living


28/06/2026 — Sul primato della forma: Oliver Sacks e l'architettura

In architettura esistono diverse scuole di pensiero, in perenne dibattito dai primi del Novecento, in merito a quale debba essere l’aspetto primario nel progetto: se il primato debba cioè spettare alla struttura, alla funzione o alla forma (mentre in precedenza, tutte e tre risiedevano sullo stesso piano).Nel suo testo fondamentale “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”, il neurologo Oliver Sacks scrive un passaggio illuminante sul funzionamento della mente umana:

“L’esperienza non è possibile finché non è organizzata iconicamente; l’azione non è possibile a meno che non sia organizzata iconicamente. La “registrazione cerebrale” di ogni cosa – di ogni cosa viva – deve essere iconica. È questa la forma finale della registrazione cerebrale, anche se la forma preliminare può essere computazionale o programmatica. La forma finale della rappresentazione cerebrale deve essere, o permettere, l’ ”arte”: lo scenario e la melodia arte-fatti dell’esperienza e dell’azione.” (O. Sacks, pag. 199)


Ogni azione, ogni percezione e ogni spazio abitato necessitano di un’organizzazione iconica, in cui struttura e funzione si traducano in una figura capace di essere percepita, ricordata e vissuta.

La forma, di conseguenza, non è un esito secondario, ma il dispositivo essenziale attraverso cui l’architettura produce senso. La ricerca sulla forma non può essere liquidata come semplice decorazione, ma va intesa come una vera e propria condizione operativa dell’esperienza e dell’azione dello spazio.

Tag: Teoria dell'Architettura, Filosofia del Progetto, Forma e Funzione, Oliver Sacks, Architettura e Neuroscienze, Linguaggio Iconico, Cultura del Progetto, Diario di Bordo


14/06/2026 - Una scuola oltre l'orario scolastico: l'architettura come presidio civico

Questa settimana ho visitato una scuola primaria del nostro territorio per un sopralluogo informale legato ad alcuni interventi di manutenzione ordinaria e come accade in queste occasioni, lo sguardo iniziale si è inizialmente posato su problemi concreti: infiltrazioni da sanare, pavimentazioni usurate dal tempo, la necessità di migliorare il comfort acustico di alcuni spazi comuni. 
Sono questioni centrali, nodi tecnici che richiedono attenzione, cura e investimenti mirati.


Camminando tra gli spazi dell'edificio, sono rimasto poi colpito da un altro aspetto, meno evidente ma di straordinario potenziale compositivo e sociale. 

Al piano inferiore della struttura si articolano una grande sala polifunzionale, spazi laboratoriali, una biblioteca e diversi ambienti di cerniera direttamente collegati alle aree verdi esterne. Luoghi che oggi vengono vissuti quasi esclusivamente durante l'orario delle lezioni, ma che, essendo organizzati in un livello specifico dell’edificio, distinto dai livelli in cui sono collocate aule e spazi amministrativi, possiedono una vocazione latente: l'apertura alla comunità.

Negli ultimi anni il dibattito architettonico e urbanistico insiste molto sul concetto di scuola come "presidio civico permanente". Biblioteche scolastiche e aree verdi aperte al quartiere nel pomeriggio, laboratori per le associazioni locali, attività culturali e spazi d'incontro serali, potrebbero trasformare un edificio specialistico in un vero e proprio catalizzatore urbano, valorizzando un patrimonio già esistente.

Ogni percorso di rigenerazione deve ovviamente muovere dalla manutenzione rigorosa degli ambienti, tuttavia, le architetture possiedono spesso la capacità intrinseca di suggerire possibilità che possono andare oltre la funzione originaria. A volte, dietro la necessità di un semplice cantiere di manutenzione, si nasconde la traccia per una riflessione molto più ampia sul ruolo e sul futuro degli spazi pubblici nella vita di una comunità.

Tag: Spazio Pubblico, Architettura Scolastica, Forlì, Rigenerazione Urbana, Diario dell'Architetto