Una Poetica

Testo originariamente pubblicato sulla rivista internazionale di architettura "Dromos" (Poetica/Poetics n. 3, 2013).

Mettere ordine ai dati raccolti, al caos, a quanti più dati possibile. Ogni lettura genera un nuovo testo, il Mio testo. L’architettura questo può, generare velocità rallentate del caos.
Tracciato regolatore, struttura, proporzioni. Lo spazio viene letto attraverso processi visivi di semplificazione: elementi lineari, orizzontali o verticali, forme primarie, platoniche. Individuare la base ritmica di un progetto, quella sulla quale ogni solista potrà poi improvvisare.
Materializzare l’idea fonte di emozione, quella capace di generare uno slancio vitale, uno slancio creativo, senza dimenticare il rapido esaurirsi della ragione pratica.
Sottrarre spazio all’uso: precluderne, almeno un po’, l’accesso ad ogni sua parte.
Piegare sotto la luce: strumento di misurazione delle variazioni d’intensità di un colore.
Discrepanza tra fatto fisico ed effetto psichico: la profondità ottenuta per accostamento di grane diverse in tono su tono; l’emozione, anche se infantile, del doppio virtuale creato da uno specchio.
Continuità struttura – decorazione, per renderne inefficace la presunta accezione di inutilità.
Individuare le aspirazioni, esaudire i sogni, delle preesistenze. 
Prolungare il progetto incompiuto della modernità.

(PCM - 04.07.2012)


27/07/2026 - Oltre la facciata: il rigore geometrico per un'ex officina dei primi del '900

Riconvertire un edificio non significa mascherarlo, ma rivelarne la natura profonda. In questa palazzina dei primi del Novecento, posizionata lungo i viali di circonvallazione al limite del centro storico, coesistevano due anime: un involucro esterno con un decoro di stampo tardo-neoclassico e una moderna struttura interna intelaiata in cemento armato, che originariamente ospitava un laboratorio artigianale al piano terra.
Il progetto di trasformazione in uffici è nato dalla ricerca di una matrice geometrica ordinatrice: un modulo quadrato di $5 \times 5\text{ metri}$ sul quale sono stati riorganizzati gli spazi, i percorsi e le quote dei soppalchi.
L'intervento ha lavorato su tre livelli principali:
  • Apertura verso la città: La demolizione della vecchia recinzione ha restituito la corte alla strada. Le finestre del piano terra sono state trasformate in ampie porte-finestre ad anta unica con apertura pivottante, sovrastate da sopraluce che portano luce diretta ai soppalchi.
  • Ingegneria del dettaglio: I soppalchi coprono meno della metà delle superfici, generando volumi a doppia altezza. Per contenere gli spessori al minimo ($6\text{ cm}$ complessivi), abbiamo accoppiato profili a L in acciaio su cui poggiano doghe in legno d'abete da $4\text{ cm}$ — le classiche tavole da ponteggio — completate da moquette posata a colla.
  • Leggerezza e materia: Le scale si reggono su cosciali in acciaio saldati in opera che lavorano strutturalmente con i parapetti, sostenendo le pedate in cristallo. A terra, l'ardesia grigio-brasiliana dagli accenti verde scuro garantisce continuità e severità cromatica.
Un intervento dove l'astrazione della geometria modulare e la concretezza del cantiere (e della carpenteria metallica) si fondono per dare nuova vita a uno spazio da lavoro.(Piccola nota a margine di cantiere: le pareti divisorie dovevano accogliere vetri con una leggera sfumatura verde naturale; il fornitore, pensandomi di fare un favore, li ha prodotti in un eccellente cristallo extrachiaro. La bellezza degli imprevisti del mestiere!)

Tag: Architettura, Ristrutturazione, Interior Design, Workspace Design, Forlì, Ingegneria Strutturale, Reuse, Architecture Detail

18/07/2026 - I render mostrano un progetto. Gli schizzi raccontano come nasce.

Lo studio è impegnato in un concorso di progettazione ancora in corso, che per ora deve rimanere anonimo.
Posso però condividere questi schizzi preliminari. Non verranno mai consegnati, ma appartengono alla fase del progetto che preferisco: quei momenti in cui le prime intuizioni iniziano lentamente a trovare un equilibrio tra lo spazio, la luce, la struttura e il paesaggio.
È il momento in cui dopo molti tentativi, il progetto sembra finalmente iniziare a rispondere. Si rivela e, per un attimo, sorprende anche chi lo sta disegnando.


Tag: Architettura, Progettazione, Concorso Di Progettazione, Disegno, Sketch, Architecture, Design Process

12/07/2026 - L'architettura essenziale: il fienile come presidio aperto e macchina utile

L'ultimo numero di Casabella apre una riflessione necessaria sulle "invarianti" del nostro mestiere, interrogandosi su cosa resti dell'architettura se la riduciamo all'essenziale: un ritorno all'abitare primario, fatto di volumi non disegnati, assenza di conformismi e strutture concepite come macchine utili o strumenti di lavoro. In questo orizzonte, il luogo, la giacitura, la struttura e la materia tornano a essere gli elementi principali, se non i soli.
È lo stesso spirito con cui è nato il progetto di riqualificazione per un annesso agricolo nella campagna di Forlì: Il fienile che ascolta.
L'intervento sfrutta la struttura di un modesto edificio esistente per tradurne la logica costruttiva originaria e la durevolezza in un linguaggio essenziale, fondato su pochi elementi: legno, lamiera, mattoni faccia a vista, una geometria rigorosa e un sistema costruttivo razionale. All’interno, il guscio tecnologico isolato acusticamente per lo studio di registrazione; all’esterno, l’arena che trasforma la corte in una platea sotto le stelle.
Più che un semplice spazio per la musica, questo progetto si configura come un presidio aperto sul paesaggio, un luogo dove condividere esperienze e costruire una relazione diretta tra arte e natura.
Come ricorda la rivista, ogni architettura andrebbe concepita "come una città in luce, anziché come un oggetto autosufficiente". L'architettura espone lo spazio, lo rende disponibile e lo affida a usi che non può del tutto prevedere. Una struttura aperta capace di accogliere la complessità, riconoscendo che ogni forma è, in fondo, provvisoria rispetto alla vita che la abita.

Stato del progetto: Progettazione preliminare / In attesa di realizzazione.

Tag: Architettura, Ristrutturazione, Casabella, Forlì, Progettazione, Architettura Rurale, Teatrino rurale, Sostenibilità.

07/07/2026 — Oltre il marchio: il valore del saper fare artigiano nella progettazione.

Progettare una casa al mare non significa solo disporre mobili in uno spazio. Per questo appartamento degli anni '70 a Cervia, l'obiettivo era più profondo: creare un rifugio dove staccare dalla routine cittadina e riconnettersi con la natura, la salsedine e il ritmo del vento. Per riuscirci, abbiamo scelto di non percorrere la strada delle soluzioni "di serie" e insieme ai committenti, abbiamo avuto il privilegio di collaborare con un maestro falegname delle colline di Sadurano.

Dialogo costante: numerosi incontri in laboratorio per disegnare e definire ogni incastro, ogni venatura.
Materiali naturali: legno ed elementi che respirano, pensati per durare e invecchiare con grazia.
Unicità: arredi cuciti addosso allo spazio e alle persone, come la cucina e le armadiature integrate, per cercare una qualità senza tempo.

Un ringraziamento speciale all'artigiano che ha messo la sua esperienza al servizio di questa visione e ai committenti per aver creduto nel valore dell'unicità.

     


Tag: Architettura, Interior Design, Artigianato Italiano, Custom Furniture, Cervia, Ristrutturazione, Sostenibilità, Slow Living


28/06/2026 — Sul primato della forma: Oliver Sacks e l'architettura

In architettura esistono diverse scuole di pensiero, in perenne dibattito dai primi del Novecento, in merito a quale debba essere l’aspetto primario nel progetto: se il primato debba cioè spettare alla struttura, alla funzione o alla forma (mentre in precedenza, tutte e tre risiedevano sullo stesso piano).Nel suo testo fondamentale “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”, il neurologo Oliver Sacks scrive un passaggio illuminante sul funzionamento della mente umana:

“L’esperienza non è possibile finché non è organizzata iconicamente; l’azione non è possibile a meno che non sia organizzata iconicamente. La “registrazione cerebrale” di ogni cosa – di ogni cosa viva – deve essere iconica. È questa la forma finale della registrazione cerebrale, anche se la forma preliminare può essere computazionale o programmatica. La forma finale della rappresentazione cerebrale deve essere, o permettere, l’ ”arte”: lo scenario e la melodia arte-fatti dell’esperienza e dell’azione.” (O. Sacks, pag. 199)


Ogni azione, ogni percezione e ogni spazio abitato necessitano di un’organizzazione iconica, in cui struttura e funzione si traducano in una figura capace di essere percepita, ricordata e vissuta.

La forma, di conseguenza, non è un esito secondario, ma il dispositivo essenziale attraverso cui l’architettura produce senso. La ricerca sulla forma non può essere liquidata come semplice decorazione, ma va intesa come una vera e propria condizione operativa dell’esperienza e dell’azione dello spazio.

Tag: Teoria dell'Architettura, Filosofia del Progetto, Forma e Funzione, Oliver Sacks, Architettura e Neuroscienze, Linguaggio Iconico, Cultura del Progetto, Diario di Bordo


14/06/2026 - Una scuola oltre l'orario scolastico: l'architettura come presidio civico

Questa settimana ho visitato una scuola primaria del nostro territorio per un sopralluogo informale legato ad alcuni interventi di manutenzione ordinaria e come accade in queste occasioni, lo sguardo iniziale si è inizialmente posato su problemi concreti: infiltrazioni da sanare, pavimentazioni usurate dal tempo, la necessità di migliorare il comfort acustico di alcuni spazi comuni. 
Sono questioni centrali, nodi tecnici che richiedono attenzione, cura e investimenti mirati.


Camminando tra gli spazi dell'edificio, sono rimasto poi colpito da un altro aspetto, meno evidente ma di straordinario potenziale compositivo e sociale. 

Al piano inferiore della struttura si articolano una grande sala polifunzionale, spazi laboratoriali, una biblioteca e diversi ambienti di cerniera direttamente collegati alle aree verdi esterne. Luoghi che oggi vengono vissuti quasi esclusivamente durante l'orario delle lezioni, ma che, essendo organizzati in un livello specifico dell’edificio, distinto dai livelli in cui sono collocate aule e spazi amministrativi, possiedono una vocazione latente: l'apertura alla comunità.

Negli ultimi anni il dibattito architettonico e urbanistico insiste molto sul concetto di scuola come "presidio civico permanente". Biblioteche scolastiche e aree verdi aperte al quartiere nel pomeriggio, laboratori per le associazioni locali, attività culturali e spazi d'incontro serali, potrebbero trasformare un edificio specialistico in un vero e proprio catalizzatore urbano, valorizzando un patrimonio già esistente.

Ogni percorso di rigenerazione deve ovviamente muovere dalla manutenzione rigorosa degli ambienti, tuttavia, le architetture possiedono spesso la capacità intrinseca di suggerire possibilità che possono andare oltre la funzione originaria. A volte, dietro la necessità di un semplice cantiere di manutenzione, si nasconde la traccia per una riflessione molto più ampia sul ruolo e sul futuro degli spazi pubblici nella vita di una comunità.

Tag: Spazio Pubblico, Architettura Scolastica, Forlì, Rigenerazione Urbana, Diario dell'Architetto